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Il semestre filtro doveva rendere l’accesso a Medicina più equo e razionale. Alla prova dei numeri, però, il nuovo sistema lascia sul campo una lunga scia di esclusi. All’Università degli Studi di Napoli Federico II il bilancio è pesante: migliaia di iscritti, centinaia di idonei e posti che non bastano per tutti. Il risultato è un record di studenti che, pur avendo superato la selezione, restano fuori dai corsi di area medica.
I numeri del semestre filtro alla Federico II
A settembre erano 3.860 gli studenti che avevano scelto il semestre aperto di Medicina. Di questi, 295 hanno mollato prima ancora di arrivare agli esami. Alle prove di Chimica, Fisica e Biologia – svolte tra novembre e dicembre – si sono presentati in 3.565. Ancora una volta è stata Fisica a fare la differenza, confermandosi l’esame più temuto e quello che ha lasciato indietro il maggior numero di candidati.
Idonei sì, ma senza posto
Alla fine del percorso, 1.602 studenti sono risultati idonei tra Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Ma i posti disponibili alla Federico II sono 894 in totale: 880 a Medicina (più 14 riservati) e numeri contingentati anche per le altre due facoltà. Tradotto: non tutti gli idonei potranno restare a Napoli.
Chi rientra nei posti deve immatricolarsi entro metà gennaio; in caso di rinunce scatteranno i ripescaggi. Ma la sostanza non cambia: il semestre filtro non garantisce l’accesso, anche a chi ha superato tutti gli esami.
Il dato che pesa di più: esclusi e bocciati
Il cuore del problema sta qui. Alla Federico II ci sono 708 idonei non ammessi, studenti che hanno passato il filtro ma che restano senza Medicina. Per loro il semestre è già finito e gennaio segna uno spartiacque: mesi di lezioni persi e la necessità di cambiare strada in corsa.
Accanto a loro ci sono 1.963 studenti bocciati, che non hanno superato nessuna delle tre prove. In questo caso è prevista un’uscita di sicurezza: l’iscrizione al secondo semestre di un altro corso di laurea, con il possibile riconoscimento dei crediti maturati fuori dagli esami filtro. Una soluzione tampone, che però richiede decisioni rapide e spesso dolorose.
Corsi affini e riforma Bernini: cosa cambia davvero
Il quadro napoletano si inserisce in una fotografia nazionale ancora più ampia. Gli idonei in tutta Italia sono oltre 25mila, ma i posti a Medicina poco più di 17mila. Migliaia di studenti dovranno quindi orientarsi verso i cosiddetti corsi affini: Biologia, Biotecnologie, Farmacia, Infermieristica e altri percorsi dell’area scientifico-sanitaria.
La riforma voluta dalla ministra Anna Maria Bernini viene difesa come un sistema capace di ridurre illusioni e dispersione, trasformando aspiranti medici in studenti universitari “reali”. Ma a Napoli, come altrove, resta il nodo irrisolto: aver superato il filtro non basta. E per centinaia di ragazzi il semestre aperto rischia di assomigliare più a un vicolo cieco che a una porta d’ingresso.
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