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Siamo stati tutti lì. Sei in una riunione silenziosa, al primo appuntamento, o stipato in un ascensore affollato. All’improvviso, il tuo corpo ti invia un segnale inequivocabile: c’è del gas che vuole uscire. L’istinto sociale prende il sopravvento, stringi i muscoli e reprimi l’urgenza. Ti senti salvo, il momento è passato. O almeno così credi.
Ma ti sei mai chiesto dove va a finire quel gas? Scompare nel nulla?
La risposta breve è: no. La risposta lunga è un affascinante (e un po’ inquietante) viaggio attraverso la fisiologia umana che potrebbe farti cambiare idea sulla prossima volta che decidi di fare l’eroe e “trattenerti”. La scienza ci dice che reprimere una funzione corporea naturale ha delle conseguenze, alcune delle quali inaspettate.
Prima di capire i rischi del “trattenere”, dobbiamo capire cosa stiamo trattenendo. La flatulenza è un sottoprodotto naturale e inevitabile della digestione. Un essere umano sano produce tra 0,5 e 1,5 litri di gas al giorno ed emette flatulenze tra le 14 e le 25 volte nelle 24 ore (sì, anche mentre dormi).
Il gas intestinale proviene da due fonti principali:
Nota bene: Il 99% di questo gas è inodore. Quell’1% che crea imbarazzo è composto da gas contenenti zolfo (come l’idrogeno solforato), prodotti da specifici batteri.
Quando senti l’urgenza, è in corso una comunicazione complessa tra il tuo intestino e il tuo cervello. Il retto si riempie, distendendo le pareti intestinali. I nervi inviano un segnale al cervello.
Qui entrano in gioco i guardiani:
Quando decidi di non “lasciar andare”, contrai lo sfintere esterno. La pressione nel retto aumenta. Se resisti abbastanza a lungo, l’urgenza sembra svanire. Ma il gas non è uscito. È semplicemente tornato indietro, risalendo nel colon. Ed è qui che iniziano i problemi.
Questa è la parte che sorprende molti: se non esce da sotto, parte del gas può uscire da sopra. Non sotto forma di eruttazione, ma attraverso il respiro.
Quando trattieni una flatulenza, la pressione parziale dei gas nell’intestino aumenta rispetto a quella nel sangue che circola nelle pareti intestinali. Per il principio di diffusione, una parte di questo gas attraversa la barriera intestinale, entra nel flusso sanguigno, viaggia fino ai polmoni e viene infine espirata.
Uno studio pubblicato sul Digestive Diseases and Sciences ha confermato che trattenere il gas aumenta significativamente la concentrazione di idrogeno e metano nell’aria espirata. In termini semplici, anche se raro: stai letteralmente espirando i componenti della tua flatulenza.
Il gas intrappolato deve occupare spazio. Se non viene espulso, distende le anse intestinali come un palloncino troppo gonfio. Questo causa:
Per anni si è dibattuto se trattenere i gas possa causare la diverticolite, un’infiammazione di piccole sacche (diverticoli) che si formano nel colon. Sebbene non ci sia una prova definitiva che trattenere il gas causi la formazione dei diverticoli (che è legata più all’età e alla mancanza di fibre), è certo che l’aumento della pressione interna non aiuta. Se hai già dei diverticoli, la pressione eccessiva del gas intrappolato potrebbe teoricamente irritarli o peggiorare una condizione esistente. Per chi soffre di questa patologia, liberarsi del gas è un imperativo medico, non solo un sollievo.
Per la maggior parte delle persone sane, trattenere una flatulenza ogni tanto non causerà danni permanenti, solo disagio. Tuttavia, diventa problematico se:
Non possiamo sempre lasciarci andare liberamente. Ecco come gestire la situazione minimizzando i danni.
Invece di stringere i denti per ore, scusati e vai in bagno. Non aspettare di dover urinare. Siediti sul WC: la posizione seduta favorisce il rilassamento del muscolo puborettale, facilitando l’espulsione silenziosa del gas senza sforzo.
Se sei seduto alla scrivania e senti dolore da gas intrappolato, prova a massaggiare delicatamente l’addome in senso orario (seguendo il percorso del colon). Questo può aiutare a spostare le bolle d’aria verso l’uscita o favorire il riassorbimento senza dolore acuto.
Se ti trovi spesso in queste situazioni, il problema potrebbe essere a monte. I FODMAP sono carboidrati a catena corta (presenti in grano, cipolle, aglio, legumi, latticini) che fermentano molto. Ridurli prima di eventi sociali importanti può diminuire drasticamente la produzione di gas.
Il movimento fisico aiuta la motilità intestinale. Una breve passeggiata post-pranzo aiuta a espellere i gas gradualmente mentre cammini (spesso in modo inavvertibile), evitando l’accumulo massiccio serale.
C’è un vecchio detto popolare, attribuito talvolta a Shrek, che recita “Meglio fuori che dentro”. La scienza medica tende a concordare.
La flatulenza è un segno che il tuo sistema digestivo sta lavorando e che i tuoi batteri intestinali sono ben nutriti. Sebbene l’etichetta sociale ci imponga discrezione, combattere costantemente contro la propria biologia è una battaglia persa che si paga con dolore, gonfiore e, ironicamente, con un alito peggiore.
La prossima volta che senti quella pressione familiare, cerca il luogo privato più vicino e ascolta il tuo corpo. La tua salute intestinale (e il tuo benessere generale) ti ringrazieranno.
Descrive i volumi medi di gas prodotti e la composizione dei gas intestinali nell’essere umano.
Revisione sulla produzione microbica di gas e il loro ruolo fisiologico nell’intestino.
Parte del gas prodotto dai batteri può essere assorbito nel sangue ed espulso tramite i polmoni.
Studio su soggetti sani che stabilisce la frequenza fisiologica della flatulenza.
Analisi di come i carboidrati indigeribili vengano fermentati dai batteri intestinali producendo idrogeno, metano e anidride carbonica.
Rivede il principio fisiologico secondo cui idrogeno e metano prodotti nel colon vengono misurati nel respiro umano.
Revisione clinica dei sintomi associati al gas trattenuto, inclusi dolore, gonfiore e dispepsia.
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