L’effetto “Pentola a Pressione”: cosa succede davvero al tuo corpo quando trattieni i gas

Ti sei mai chiesto dove va a finire una flatulenza trattenuta? Spoiler: non sparisce. Scopri il sorprendente percorso dei gas nel corpo, i rischi per la salute e quando è imperativo "lasciar andare".
Trattenimento di una flatulenza

Siamo stati tutti lì. Sei in una riunione silenziosa, al primo appuntamento, o stipato in un ascensore affollato. All’improvviso, il tuo corpo ti invia un segnale inequivocabile: c’è del gas che vuole uscire. L’istinto sociale prende il sopravvento, stringi i muscoli e reprimi l’urgenza. Ti senti salvo, il momento è passato. O almeno così credi.

Ma ti sei mai chiesto dove va a finire quel gas? Scompare nel nulla?

La risposta breve è: no. La risposta lunga è un affascinante (e un po’ inquietante) viaggio attraverso la fisiologia umana che potrebbe farti cambiare idea sulla prossima volta che decidi di fare l’eroe e “trattenerti”. La scienza ci dice che reprimere una funzione corporea naturale ha delle conseguenze, alcune delle quali inaspettate.

La fabbrica del gas: perché succede?

Prima di capire i rischi del “trattenere”, dobbiamo capire cosa stiamo trattenendo. La flatulenza è un sottoprodotto naturale e inevitabile della digestione. Un essere umano sano produce tra 0,5 e 1,5 litri di gas al giorno ed emette flatulenze tra le 14 e le 25 volte nelle 24 ore (sì, anche mentre dormi).

Il gas intestinale proviene da due fonti principali:

  1. Aerofagia: L’aria che ingeriamo mentre mangiamo, beviamo o mastichiamo gomme (principalmente azoto e ossigeno).
  2. Fermentazione batterica: Il vero motore. Nel nostro colon vivono trilioni di batteri (il microbiota). Quando mangiamo carboidrati complessi che il nostro stomaco non riesce a digerire completamente (fibre, amidi, alcuni zuccheri), questi arrivano al colon dove i batteri banchettano. Il risultato di questo banchetto è la produzione di gas come idrogeno, metano e anidride carbonica.

Nota bene: Il 99% di questo gas è inodore. Quell’1% che crea imbarazzo è composto da gas contenenti zolfo (come l’idrogeno solforato), prodotti da specifici batteri.

Anatomia di una “Trattenuta”: la battaglia degli Sfingteri

Quando senti l’urgenza, è in corso una comunicazione complessa tra il tuo intestino e il tuo cervello. Il retto si riempie, distendendo le pareti intestinali. I nervi inviano un segnale al cervello.

Qui entrano in gioco i guardiani:

  • Lo sfintere anale interno: È involontario. Si rilassa automaticamente per lasciar passare il gas verso l’uscita.
  • Lo sfintere anale esterno: È sotto il tuo controllo volontario. È quello che stringi disperatamente quando sei in pubblico.

Quando decidi di non “lasciar andare”, contrai lo sfintere esterno. La pressione nel retto aumenta. Se resisti abbastanza a lungo, l’urgenza sembra svanire. Ma il gas non è uscito. È semplicemente tornato indietro, risalendo nel colon. Ed è qui che iniziano i problemi.

1. Il Fenomeno del riassorbimento (e l’alito cattivo)

Questa è la parte che sorprende molti: se non esce da sotto, parte del gas può uscire da sopra. Non sotto forma di eruttazione, ma attraverso il respiro.

Quando trattieni una flatulenza, la pressione parziale dei gas nell’intestino aumenta rispetto a quella nel sangue che circola nelle pareti intestinali. Per il principio di diffusione, una parte di questo gas attraversa la barriera intestinale, entra nel flusso sanguigno, viaggia fino ai polmoni e viene infine espirata.

Uno studio pubblicato sul Digestive Diseases and Sciences ha confermato che trattenere il gas aumenta significativamente la concentrazione di idrogeno e metano nell’aria espirata. In termini semplici, anche se raro: stai letteralmente espirando i componenti della tua flatulenza.

2. Gonfiore addominale e dolore viscerale

Il gas intrappolato deve occupare spazio. Se non viene espulso, distende le anse intestinali come un palloncino troppo gonfio. Questo causa:

  • Distensione addominale: La pancia diventa dura e gonfia.
  • Dolore crampiforme: L’intestino cerca di muovere il gas con contrazioni peristaltiche, che contro una “porta chiusa” diventano dolorose.
  • Dispepsia: La pressione dal basso può rallentare lo svuotamento dello stomaco, causando senso di pienezza e nausea.

3. Il rischio diverticolite: mito o realtà?

Per anni si è dibattuto se trattenere i gas possa causare la diverticolite, un’infiammazione di piccole sacche (diverticoli) che si formano nel colon. Sebbene non ci sia una prova definitiva che trattenere il gas causi la formazione dei diverticoli (che è legata più all’età e alla mancanza di fibre), è certo che l’aumento della pressione interna non aiuta. Se hai già dei diverticoli, la pressione eccessiva del gas intrappolato potrebbe teoricamente irritarli o peggiorare una condizione esistente. Per chi soffre di questa patologia, liberarsi del gas è un imperativo medico, non solo un sollievo.

Quando trattenere diventa pericoloso

Per la maggior parte delle persone sane, trattenere una flatulenza ogni tanto non causerà danni permanenti, solo disagio. Tuttavia, diventa problematico se:

  • Soffri di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS): I nervi dell’intestino sono ipersensibili. Anche una piccola quantità di gas trattenuto può scatenare dolori lancinanti.
  • Diventa un’abitudine cronica: Ignorare costantemente lo stimolo può alterare la normale motilità intestinale, portando a stitichezza cronica.

Strategie di sopravvivenza: come gestire il gas “sociale”

Non possiamo sempre lasciarci andare liberamente. Ecco come gestire la situazione minimizzando i danni.

1. La “pausa toilette” strategica

Invece di stringere i denti per ore, scusati e vai in bagno. Non aspettare di dover urinare. Siediti sul WC: la posizione seduta favorisce il rilassamento del muscolo puborettale, facilitando l’espulsione silenziosa del gas senza sforzo.

2. Massaggio discreto

Se sei seduto alla scrivania e senti dolore da gas intrappolato, prova a massaggiare delicatamente l’addome in senso orario (seguendo il percorso del colon). Questo può aiutare a spostare le bolle d’aria verso l’uscita o favorire il riassorbimento senza dolore acuto.

3. Attenzione ai FODMAP

Se ti trovi spesso in queste situazioni, il problema potrebbe essere a monte. I FODMAP sono carboidrati a catena corta (presenti in grano, cipolle, aglio, legumi, latticini) che fermentano molto. Ridurli prima di eventi sociali importanti può diminuire drasticamente la produzione di gas.

4. Camminare

Il movimento fisico aiuta la motilità intestinale. Una breve passeggiata post-pranzo aiuta a espellere i gas gradualmente mentre cammini (spesso in modo inavvertibile), evitando l’accumulo massiccio serale.

Conclusione: meglio fuori che dentro (davvero)

C’è un vecchio detto popolare, attribuito talvolta a Shrek, che recita “Meglio fuori che dentro”. La scienza medica tende a concordare.

La flatulenza è un segno che il tuo sistema digestivo sta lavorando e che i tuoi batteri intestinali sono ben nutriti. Sebbene l’etichetta sociale ci imponga discrezione, combattere costantemente contro la propria biologia è una battaglia persa che si paga con dolore, gonfiore e, ironicamente, con un alito peggiore.

La prossima volta che senti quella pressione familiare, cerca il luogo privato più vicino e ascolta il tuo corpo. La tua salute intestinale (e il tuo benessere generale) ti ringrazieranno.

Fonti Scientifiche e Bibliografia (Clicca per espandere)
  1. Produzione e composizione del gas intestinale
    Britannica – Intestinal Gas.
    Link allo studio completo

    Descrive i volumi medi di gas prodotti e la composizione dei gas intestinali nell’essere umano.

  2. Produzione di idrogeno e metano
    PubMed – Methane and the gastrointestinal tract.
    Link allo studio

    Revisione sulla produzione microbica di gas e il loro ruolo fisiologico nell’intestino.

  3. Riassorbimento dei gas e eliminazione tramite il respiro
    PubMed – Intestinal gas homeostasis: disposal pathways.
    Link alla ricerca

    Parte del gas prodotto dai batteri può essere assorbito nel sangue ed espulso tramite i polmoni.

  4. Frequenza e normalità della flatulenza
    PMC – Gas and Bloating.
    Link allo studio

    Studio su soggetti sani che stabilisce la frequenza fisiologica della flatulenza.

  5. Produzione di gas tramite fermentazione batterica
    BadGut.org – Intestinal Gas.
    Link allo studio completo

    Analisi di come i carboidrati indigeribili vengano fermentati dai batteri intestinali producendo idrogeno, metano e anidride carbonica.

  6. Test del respiro all’idrogeno e metano
    PMC – Hydrogen Breath Tests in Gastrointestinal Diseases.
    Link alla ricerca

    Rivede il principio fisiologico secondo cui idrogeno e metano prodotti nel colon vengono misurati nel respiro umano.

  7. Gonfiore e patologia correlata
    PMC – Gas and Bloating (pathophysiology).
    Link allo studio

    Revisione clinica dei sintomi associati al gas trattenuto, inclusi dolore, gonfiore e dispepsia.

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