Tirana a 9.650 euro l’anno: è questo l’accesso “equo” a Medicina?

Il debutto del semestre filtro per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria si trasforma in un caso nazionale: assegnazioni a Tirana e rette elevate spingono gli studenti verso i ricorsi.
Universitari

Il debutto del semestre filtro per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria si sta trasformando in un caso nazionale. Tra graduatorie opache, assegnazioni inattese e costi fuori scala, cresce il malcontento degli studenti: 220 idonei sono stati indirizzati alla sede di Tirana, con una retta annua da 9.650 euro, e ora si preparano a chiedere tutela legale.

Graduatorie e assegnazioni: cosa non torna

La miccia si è accesa con la pubblicazione delle graduatorie dell’8 gennaio. A sorpresa, una quota consistente di candidati è finita nella sede estera collegata a Università di Roma Tor Vergata. Una destinazione che molti non avevano messo in conto, né per distanza né, soprattutto, per onerosità. Le famiglie denunciano di non essere state adeguatamente informate sull’eventualità di un’assegnazione fuori dall’Italia e sulle sue conseguenze economiche.

Tirana al centro delle polemiche: cosa sta davvero succedendo

Il punto critico non è solo geografico. La sede albanese applica una contribuzione ben più elevata rispetto agli atenei statali italiani, che per legge devono muoversi entro soglie precise per garantire accessibilità e progressività. Da qui i dubbi: è legittimo imporre costi così alti a studenti entrati tramite un canale pubblico? Per molti, la risposta è no. Il rischio, sostengono associazioni e legali, è una discriminazione indiretta basata sulle condizioni economiche.

Il semestre filtro sotto esame

Pensato per superare il test d’ingresso e premiare il merito lungo un periodo di valutazione, il semestre filtro avrebbe dovuto portare chiarezza. Finora, invece, ha prodotto ansia, incertezze e contenziosi. Le modalità di scorrimento, l’assegnazione delle sedi e la gestione delle opzioni sono finite nel mirino, alimentando l’idea di una riforma partita senza adeguate garanzie operative.

Diversi studi legali stanno valutando le posizioni degli studenti coinvolti. La linea è chiara: l’assegnazione a una sede con condizioni economiche radicalmente diverse potrebbe essere impugnabile. Le strade ipotizzate vanno dalla diffida alla richiesta di riassegnazione, fino al ricorso personalizzato: ma i tempi sono stretti e occorre muoversi rapidamente.

Uno snodo decisivo

Il caso Tirana rischia di diventare il banco di prova dell’intero impianto. Se l’obiettivo era rendere l’accesso più equo, l’esito provvisorio racconta altro: trasparenza carente e costi inattesi. Il confronto tra ministero, università e rappresentanze studentesche è ormai inevitabile. In gioco non c’è solo una graduatoria, ma la credibilità di una riforma che prometteva semplificazione e sta consegnando incertezza.


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