Bimbo trapiantato, Schillaci: “Confidiamo ancora in una soluzione. Fare chiarezza per tutelare le donazioni”

Il ministro della Salute sul caso del cuore danneggiato: serve chiarezza per non minare la fiducia nelle donazioni. "Speriamo ancora in una soluzione per il bambino".

Sul caso del bambino sottoposto a trapianto con un cuore poi risultato danneggiato, il ministro della Salute Orazio Schillaci invita alla prudenza ma anche alla massima trasparenza, per non compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema trapianti.

Il timore espresso è quello di un possibile “effetto rebound”, cioè un calo delle donazioni dopo anni di crescita. Negli ultimi anni, ha ricordato il ministro, le campagne di sensibilizzazione hanno portato a un aumento dei donatori in molte regioni italiane, un risultato che va preservato.

“Chi dona deve sapere che l’organo è usato al meglio”

Secondo Schillaci, la priorità è chiarire ogni aspetto della vicenda per garantire che chi compie un atto altruistico come la donazione di organi sia certo che l’organo verrà utilizzato nel modo più appropriato.

La sanità pubblica italiana, ha sottolineato, resta un’eccellenza e la fiducia nel sistema è un elemento essenziale per continuare a salvare vite attraverso i trapianti.

Indagini in corso e verifiche ministeriali

Il ministro ha ribadito la fiducia nelle indagini avviate dalla magistratura e dai carabinieri del NAS, oltre agli accertamenti ispettivi del Ministero della Salute. Solo dopo l’esito delle verifiche sarà possibile trarre conclusioni su eventuali responsabilità o criticità organizzative.

Parallelamente, Schillaci ha richiamato il principio di lealtà e chiarezza nel rapporto medico-paziente, sottolineando che la trasparenza è necessaria anche quando gli interventi non producono i risultati sperati.

Vicinanza alla famiglia e speranza per il bambino

Il ministro ha espresso vicinanza al piccolo paziente e ai familiari, ribadendo che non è esclusa la possibilità di trovare ancora una soluzione clinica.

In attesa degli sviluppi sanitari e giudiziari, il caso resta centrale anche per le implicazioni etiche e di fiducia pubblica: comprendere cosa sia accaduto, ha concluso Schillaci, è fondamentale per non indebolire la disponibilità alla donazione, gesto di grande altruismo su cui si basa l’intero sistema dei trapianti.

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