Epatite A in Campania, boom di casi: cosa sta succedendo e come proteggersi

In Campania sono almeno 150 le infezioni accertate derivanti dall'Epatite A. Vietata la vendita e consumo di frutti di mare crudi.
Allarme epatite a in campania focolaio

Cresce l’allarme sanitario in Campania per l’impennata dei casi di epatite A registrati dall’inizio del 2026. Sono circa 150 le infezioni accertate, con un incremento fino a 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte rispetto al triennio precedente. Un dato che ha spinto le autorità locali a intervenire con misure urgenti.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi. Il provvedimento riguarda ristoranti, pescherie e attività alimentari, e si accompagna alla raccomandazione ai cittadini di evitare il consumo anche in ambito domestico. Parallelamente, la Regione ha rafforzato i controlli lungo tutta la filiera dei molluschi.

Secondo le prime ricostruzioni, il focolaio potrebbe essere legato proprio al consumo di pesce e molluschi crudi, tra i principali veicoli del virus quando provenienti da acque contaminate. Intanto, i casi più gravi iniziano a emergere: un uomo di 46 anni sarà trasferito all’ospedale Cardarelli per un trapianto, segno che, seppur raramente, la malattia può avere conseguenze severe.

L’epatite A è un’infezione virale che colpisce il fegato e si trasmette per via oro-fecale, spesso attraverso cibo o acqua contaminati. Il periodo di incubazione varia tra i 15 e i 50 giorni, e molti casi – soprattutto nei più giovani – possono essere asintomatici. Quando presenti, i sintomi includono febbre, nausea, dolori addominali, stanchezza e ittero.

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e si risolve spontaneamente in poche settimane, senza evolvere in forme croniche. Tuttavia, negli adulti e nelle persone fragili può risultare più aggressiva e, in rari casi, fatale.

Gli esperti sottolineano che la situazione è sotto controllo ma richiede attenzione. La prevenzione resta fondamentale: oltre a evitare il consumo di alimenti crudi a rischio, è importante curare l’igiene personale e la corretta preparazione dei cibi. Centrale anche il ruolo del vaccino, raccomandato soprattutto per i soggetti più esposti e per chi è a contatto con casi accertati.

Le autorità sanitarie continuano a monitorare l’evoluzione del fenomeno, mentre i controlli sul territorio sono stati intensificati per individuare eventuali criticità nella catena di distribuzione alimentare. L’obiettivo è contenere rapidamente la diffusione del virus ed evitare un’ulteriore crescita dei contagi.

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