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Via libera dalla Commissione Affari Sociali della Camera a un pacchetto di emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie e sulla responsabilità professionale degli operatori sanitari. Le modifiche approvate ieri toccano diversi fronti: dalla formazione obbligatoria sull’intelligenza artificiale al linguaggio infermieristico standardizzato, fino a una norma che ha già acceso un vivace dibattito politico e sindacale: la possibilità , in determinate circostanze, di chiedere la reiscrizione all’albo per alcuni sanitari radiati durante la pandemia da Covid-19.
L’intervento più discusso è senza dubbio il nuovo articolo 42-bis, che introduce una procedura straordinaria per la reiscrizione all’albo di professionisti sanitari radiati per fatti non dolosi commessi durante il periodo di applicazione della disciplina emergenziale introdotta con il decreto-legge n. 44 del 2021. La norma non prevede un reintegro automatico, ma consente di presentare un’istanza di reiscrizione in una finestra temporale di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, limitatamente ai casi in cui il ricorso sia ancora pendente davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Se la radiazione è stata disposta a seguito di una condanna penale, la reiscrizione sarà possibile solo dopo l’intervenuta riabilitazione. Il testo precisa inoltre che l’eventuale reiscrizione non darà diritto ad alcun risarcimento o indennizzo per il periodo di radiazione. La norma ha suscitato forti critiche da parte degli Ordini professionali e delle opposizioni, che hanno parlato di una misura che rischia di minare l’autonomia disciplinare degli Ordini stessi.
Sul fronte della formazione, il Governo viene delegato a promuovere l’attivazione di corsi regionali dedicati alla digitalizzazione della sanità pubblica, con l’obiettivo di far acquisire agli operatori competenze specifiche sull’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale. L’obiettivo è preparare medici, infermieri e altri professionisti all’impiego delle nuove tecnologie nella pratica clinica e organizzativa, con un focus non solo sugli aspetti tecnici, ma anche su quelli etici, giuridici e deontologici. La misura si inserisce nel più ampio processo di trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale.
Un altro emendamento introduce il principio di un linguaggio infermieristico standardizzato per la documentazione dell’attività assistenziale. L’obiettivo è definire una terminologia comune e condivisa, in modo da rendere le informazioni prodotte dagli infermieri uniformi e pienamente integrabili nel Fascicolo sanitario elettronico, migliorando la condivisione dei dati tra i diversi professionisti e la continuità delle cure.
Le modifiche approvate rafforzano anche l’integrazione tra le diverse figure sanitarie nella promozione dell’attività fisica. Il Governo dovrà individuare criteri per costruire un sistema di collaborazione tra specialisti in medicina dello sport, medici di medicina generale, pediatri e fisioterapisti, riconoscendo l’esercizio fisico strutturato come uno strumento di prevenzione e tutela della salute. I percorsi dovranno essere definiti attraverso protocolli basati sulle linee guida della Federazione medico sportiva italiana e validati dall’Istituto superiore di sanità .
Infine, viene esteso al Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi il sistema del voto ponderato già previsto per altri ordini professionali. Nelle deliberazioni del Consiglio nazionale, il peso del voto dei singoli rappresentanti sarà proporzionato alla consistenza numerica degli iscritti agli ordini territoriali che rappresentano, rendendo la rappresentanza più aderente alla reale distribuzione della professione sul territorio.
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