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Mentre l’Italia combatte la sfida della denatalitĆ , c’ĆØ un dato che emerge con forza dall’ultima relazione al Parlamento: la scienza sta diventando il braccio destro di migliaia di famiglie. Nel 2023, i bambini nati grazie alla Procreazione Medico Assistita (PMA) hanno superato quota 17 mila, segnando un nuovo record per il nostro Paese.
Ma dietro i numeri di successo si nasconde un cambiamento profondo nelle abitudini e nelle necessitĆ degli italiani. Il dato più eclatante? L’etĆ media delle donne che ricorrono a queste tecniche sfiora ormai i 37 anni, un valore significativamente più alto rispetto alla media europea.
Secondo il report del Ministero della Salute sulla Legge 40, il ricorso alla PMA ĆØ in costante aumento. Le coppie che hanno iniziato un percorso sono passate da circa 87.000 a quasi 90.000 in un solo anno. Questo ha portato a un totale di 17.235 bambini nati, un segnale di speranza per un Paese che vede i propri nidi svuotarsi.
Tuttavia, non ĆØ solo una questione di quantitĆ , ma di qualitĆ delle cure. Un dato estremamente positivo riguarda la sicurezza: diminuiscono drasticamente i parti gemellari e trigemini. Questo accade perchĆ© i medici trasferiscono sempre meno embrioni contemporaneamente, riducendo i rischi per la salute della madre e dei neonati, allineando finalmente l’Italia agli standard d’eccellenza europei.
Il vero “collo di bottiglia” resta l’orologio biologico. In Italia, le donne che si sottopongono a cicli di fecondazione in vitro con i propri gameti hanno in media 36,7 anni (contro i 35 anni della media UE). Quando si passa alla donazione di ovociti (eterologa), l’etĆ media sale drasticamente a 41,8 anni.
Il Ministero ĆØ chiaro su questo punto: nella maggior parte dei casi, il ricorso alla fecondazione assistita non ĆØ dovuto a patologie specifiche, ma a una infertilitĆ fisiologica legata all’etĆ avanzata. In parole povere, si aspetta troppo tempo prima di cercare una gravidanza, spesso per motivi economici o sociali, rendendo l’intervento della medicina l’unica via percorribile.
L’altra grande novitĆ del 2023 riguarda la tecnica del “freeze-all”. Sempre più centri scelgono di congelare tutti gli embrioni ottenuti per trasferirli in un secondo momento, quando il corpo della donna ĆØ meno stressato dalle stimolazioni ormonali. Questo ha portato a una lieve flessione del successo nei cicli “a fresco”, ma ha migliorato drasticamente le probabilitĆ di successo e la salute delle gravidanze monitorate nel lungo periodo.
In un’Italia che invecchia, la PMA non ĆØ più un tabù, ma un pilastro fondamentale della salute riproduttiva nazionale.
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