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Le operazioni di trasporto degli organi destinati al trapianto devono rispettare requisiti tecnici e sanitari rigorosi, con l’obiettivo di garantire sicurezza e integrità dell’organo durante tutto il trasferimento. È quanto previsto dal documento intitolato “Principi concernenti il coordinamento dei trasporti connessi con le attività trapiantologiche e requisiti inerenti al sistema di trasporto”, pubblicato nel 2025 dalla Conferenza Stato‑Regioni.
Tali indicazioni, già in vigore, definiscono precise caratteristiche per i contenitori e i sistemi tecnologici impiegati, e sono al centro delle verifiche in corso nel caso del cuore trapiantato a un bambino di due anni risultato danneggiato dopo il trasferimento da Bolzano a Napoli.
Secondo il documento, l’organo prelevato deve essere riposto in una soluzione di conservazione all’interno di un contenitore primario sterile. Questo contenitore deve:
Il contenitore primario deve poi essere inserito in un contenitore secondario isotermico, anch’esso considerato dispositivo medico, che ha la funzione di mantenere condizioni termiche stabili e registrare i valori di temperatura per l’intera durata del trasferimento.
Il contenitore isotermico deve essere dotato di sistemi affidabili per monitorare in tempo reale i valori della temperatura e garantire che rimangano all’interno della finestra richiesta fino all’arrivo in sala trapianto. Questi dati devono essere facilmente accessibili al momento dell’arrivo e inclusi nella documentazione clinica.
Il requisito di tracciabilità e controllo termico è considerato cruciale per preservare la qualità dell’organo, ridurre il rischio di danni biologici e assicurare la sicurezza del ricevente.
Oltre alla temperatura, il contenitore isotermico deve essere resistente a urti e cadute, con chiusure ermetiche che impediscano aperture accidentali durante il trasporto. Solo l’apertura volontaria è consentita, tramite sistemi di sicurezza progettati per evitare interferenze accidentali.
All’esterno dell’unità isotermica va inclusa anche la documentazione relativa all’organo e al donatore, per consentire controlli immediati presso il centro ricevente.
Nel caso si utilizzino sistemi di trasferimento attivi, come apparecchi di perfusione a freddo o a caldo, questi devono:
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