Influenza H3N2

L’influenza H3N2 è una delle varianti del virus influenzale di tipo A che, negli ultimi anni, ha attirato particolare attenzione per la sua capacità di diffondersi rapidamente e causare sintomi anche intensi, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione. Spesso associata a stagioni influenzali più severe, l’H3N2 rappresenta una sfida sia per la prevenzione che per la gestione clinica, a causa della sua tendenza a mutare con frequenza.

Comprendere come si trasmette, quali sono i sintomi più comuni e perché viene considerata una delle forme più aggressive dell’influenza stagionale è fondamentale per affrontarla con consapevolezza, riducendo rischi e complicazioni.

Cos’è l’influenza H3N2 e perché è diversa dalle altre

L’influenza H3N2 è causata da un sottotipo del virus influenzale A, caratterizzato dalle proteine di superficie emoagglutinina (H3) e neuraminidasi (N2). Questa combinazione rende il virus particolarmente abile nel cambiare struttura genetica, un fenomeno noto come deriva antigenica.

Rispetto ad altre forme di influenza stagionale, l’H3N2 è spesso associata a:

  • una maggiore incidenza di casi sintomatici;
  • un impatto più marcato sugli anziani;
  • stagioni influenzali più lunghe e intense.

Queste caratteristiche spiegano perché l’influenza H3N2 venga monitorata con attenzione dalle autorità sanitarie.

Sintomi dell’influenza H3N2: come riconoscerla

I sintomi dell’influenza H3N2 sono simili a quelli dell’influenza classica (o stagionale), ma possono presentarsi in forma più accentuata. Tra i più comuni troviamo:

  • febbre alta e improvvisa;
  • dolori muscolari e articolari;
  • mal di testa persistente;
  • tosse secca e affaticamento;
  • brividi e sudorazione.

Nei bambini e negli anziani possono comparire anche disturbi gastrointestinali o complicazioni respiratorie, rendendo necessario un controllo medico più attento.

Modalità di trasmissione e fattori di rischio

Come tutte le influenze stagionali, l’H3N2 si trasmette principalmente per via aerea, attraverso goccioline respiratorie emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando. Il contagio può avvenire anche tramite il contatto con superfici contaminate.

I soggetti più a rischio includono:

  • persone sopra i 65 anni;
  • individui con patologie croniche;
  • donne in gravidanza;
  • bambini piccoli.

In questi gruppi, l’influenza H3N2 può portare a complicazioni come bronchiti o polmoniti.

Vaccino antinfluenzale e prevenzione

Il vaccino antinfluenzale rimane lo strumento più efficace per prevenire l’influenza H3N2, anche se l’efficacia può variare di anno in anno proprio a causa delle mutazioni del virus. Tuttavia, la vaccinazione riduce in modo significativo la gravità dei sintomi e il rischio di ricovero.

Altre misure preventive includono:

  • lavaggio frequente delle mani;
  • utilizzo di fazzoletti monouso;
  • evitare contatti ravvicinati in presenza di sintomi influenzali.

Influenza H3N2 e stagioni influenzali recenti

Negli ultimi anni, diversi studi hanno evidenziato come l’influenza H3N2 sia spesso dominante nelle stagioni influenzali più severe. Questo ha portato a un aumento dell’attenzione mediatica e scientifica, soprattutto in relazione alla protezione delle categorie più vulnerabili e alla pianificazione delle campagne vaccinali.

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