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ROMA – Il mondo della psicologia e dell’impegno sociale italiano perde una delle sue voci più autorevoli, gentili e coraggiose. Maria Rita Parsi è morta oggi, 2 febbraio 2026, all’età di 78 anni. Psicoterapeuta, scrittrice, docente e instancabile divulgatrice, la Parsi ha rappresentato per oltre mezzo secolo un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si occupasse di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Nata a Roma nel 1947, ha saputo trasformare la pratica clinica in una missione civile, portando i bisogni dei più piccoli dai corridoi degli studi medici fino ai tavoli delle Nazioni Unite.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione che attraversa in modo trasversale il mondo della politica, della scuola e dell’associazionismo. Con la sua morte, l’Italia perde non solo una professionista di straordinario spessore, ma una donna che ha saputo parlare al cuore delle famiglie, decodificando i silenzi dei bambini e le paure degli adolescenti con una chiarezza e un’empatia rare.
La carriera di Maria Rita Parsi non può essere riassunta solo attraverso i suoi titoli accademici. Il suo contributo più originale e duraturo è stato senza dubbio la Psicoanimazione, una metodologia da lei stessa elaborata. Questo approccio umanistico non si limitava alla terapia tradizionale, ma utilizzava il potenziale creativo e l’azione come strumenti di crescita e guarigione, rendendo la psicologia una materia viva e accessibile. Per dare gambe alle sue idee, nel 1992 fondò il “Movimento per, con e dei bambini”, divenuto poi la Fondazione Movimento Bambino Onlus, un centro di eccellenza dedicato al contrasto degli abusi e dei maltrattamenti sui minori.
Il suo prestigio ha valicato presto i confini nazionali. Nel 2012, Maria Rita Parsi è stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo a Ginevra, un incarico che le ha permesso di vigilare sul rispetto della Convenzione internazionale dei diritti dei minori a livello globale. In Italia, la sua attività istituzionale è stata frenetica: consulente parlamentare, membro dell’Osservatorio per l’infanzia e, più recentemente, componente del gruppo di lavoro per la Child Guarantee presso il Ministero del Lavoro. Ogni suo incarico era guidato da una visione chiarissima: lo Stato deve farsi garante della protezione dei più fragili, offrendo strumenti concreti di ascolto e tutela giuridica. La sua capacità di unire il rigore scientifico della ricerca alla sensibilità del campo l’ha resa una figura amata e rispettata da generazioni di psicologi.
Oltre all’impegno clinico e istituzionale, Maria Rita Parsi è stata una delle più prolifiche autrici della saggistica italiana contemporanea. Con oltre cento pubblicazioni, ha esplorato ogni piega dell’animo umano. Titoli come “I quaderni delle bambine”, “Le mani sui bambini” e il più recente “Maladolescenza” sono diventati manuali fondamentali per genitori ed educatori. La sua scrittura non era mai cattedratica; era un ponte teso verso chi cercava risposte alle sfide educative moderne. Ha saputo raccontare “quello che i figli non dicono”, dando voce a quel disagio giovanile che oggi, nell’era digitale, appare sempre più complesso e stratificato.
La sua presenza nei media, da Junior Tv alle collaborazioni con testate storiche come Il Messaggero e Oggi, ha contribuito a sdoganare la psicologia in televisione, portando temi come la pedofilia e il bullismo al centro del dibattito pubblico quando ancora erano tabù. Il cordoglio espresso oggi dalle massime cariche dello Stato ne sottolinea l’importanza: dal Ministro dell’Istruzione Valditara, che l’ha definita un “punto di riferimento fondamentale”, a esponenti politici di ogni schieramento come Salvini, Mollicone e Gasparri, tutti concordano sul fatto che la Parsi abbia vissuto la sua professione come una vera missione. La sua morte lascia un vuoto incolmabile, ma la sua “Scuola Italiana di Psicoanimazione” e la sua Fondazione continueranno a portare avanti la sua battaglia: quella per un mondo dove ogni bambino possa crescere protetto, ascoltato e, finalmente, libero di essere se stesso.
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