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Già nei giorni scorsi avevamo acceso i riflettori su un meccanismo che prometteva di ampliare l’accesso ai corsi dell’area medica e che, invece, sta rapidamente assumendo i contorni di un caso nazionale. Il debutto del semestre filtro per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, pensato per rendere più inclusivo l’ingresso alle facoltà, si è scontrato con una realtà fatta di graduatorie poco comprensibili, assegnazioni inattese e costi giudicati insostenibili da molte famiglie.
Al centro delle contestazioni c’è la decisione di indirizzare 220 studenti idonei verso la sede di Tirana collegata all’Università di Roma Tor Vergata, con una retta annua fissata a 9.650 euro. Una cifra che ha acceso il malcontento e spinto diversi studenti a valutare iniziative legali, denunciando una presunta carenza di informazioni preventive e una disparità di trattamento rispetto ai colleghi rimasti in Italia.
Dopo le polemiche delle ultime settimane, arriva il chiarimento del ministro dell’Università Anna Maria Bernini: chi studia a Tirana pagherà le stesse tasse previste per gli iscritti ai corsi di Roma.
“Il semestre aperto è nato per ampliare le opportunità, non per creare nuove disuguaglianze”, ha spiegato Bernini, sottolineando che il diritto allo studio “non è uno slogan, ma un impegno concreto” e deve essere garantito ovunque si svolga il percorso universitario.
Il chiarimento arriva dopo le preoccupazioni legate ai costi più elevati richiesti inizialmente agli studenti della sede albanese, attivata nell’ambito del corso di laurea congiunto in Medicina e Chirurgia. Un nodo affrontato anche dall’Università di Roma Tor Vergata, che ha confermato la rimodulazione delle tasse secondo i criteri italiani.
Il rettore Nathan Levialdi Ghiron ha spiegato che, grazie a un confronto con l’Università Nostra Signora di Buon Consiglio, partner del progetto a Tirana, la contribuzione sarà calcolata su base Isee anche per gli studenti iscritti all’estero.
Una soluzione adottata in tempi rapidi, anche in vista delle scadenze imminenti per le immatricolazioni, che secondo l’ateneo consente di tutelare il diritto allo studio e la sostenibilità del corso per i 220 studenti assegnati alla sede di Tirana.
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