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Nel complesso ecosistema del microbiota intestinale, un gruppo di ricercatori della Università dello Utah ha individuato un batterio che potrebbe svolgere un ruolo rilevante nel controllo del peso corporeo. Si tratta del Turicibacter, un microrganismo a forma di bastoncello che, secondo i dati disponibili, è in grado di influenzare il modo in cui i grassi vengono assorbiti dall’organismo.
Lo studio, coordinato dall’immunologa June Round e pubblicato sulla rivista scientifica Cell Metabolism, si basa su esperimenti condotti su modelli murini alimentati con diete ad alto contenuto di grassi.
La scoperta
I test di laboratorio hanno mostrato risultati significativi. Durante un periodo di osservazione di otto settimane, i topi alimentati con una dieta ricca di grassi hanno registrato un aumento di peso medio pari a circa il 25%. Al contrario, gli animali che hanno ricevuto una supplementazione regolare di Turicibacter, somministrata per via orale cinque giorni a settimana, hanno limitato l’aumento di peso a circa il 10%, pur mantenendo lo stesso apporto calorico.
Secondo la coordinatrice dello studio, l’effetto osservato è apparso più marcato del previsto, considerando che inizialmente i ricercatori ipotizzavano un’azione combinata di più specie batteriche e non l’impatto rilevante di un singolo microrganismo.
I benefici osservati
Oltre alla riduzione dell’aumento di peso, i ricercatori hanno rilevato miglioramenti nella salute metabolica generale. Nei topi trattati con Turicibacter sono stati registrati livelli di glucosio a digiuno più bassi e una diminuzione della massa grassa complessiva.
I dati suggeriscono che il batterio agisca modulando la produzione di alcune molecole lipidiche, in particolare le ceramidi, associate a un maggiore rischio di sviluppare malattie metaboliche come il diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari.
Come agisce
Turicibacter produce specifici acidi grassi che contribuiscono a mantenere sotto controllo i lipidi considerati più dannosi. Tuttavia, i ricercatori segnalano un paradosso biologico: se da un lato il batterio protegge dagli effetti negativi di una dieta ricca di grassi, dall’altro un eccesso prolungato di grassi saturi tende a ridurne la presenza nell’intestino, limitandone i benefici.
Questo aspetto indica che il microrganismo non può compensare completamente un’alimentazione squilibrata e che il suo effetto è strettamente legato al contesto dietetico.
Gli alimenti consigliati e le prospettive future
Al momento non esistono integratori a base di Turicibacter approvati per l’uso umano. Gli studiosi sottolineano però che una dieta ricca di fibre può favorire la crescita di batteri intestinali benefici. Tra gli alimenti indicati figurano verdure come cipolle, aglio, carciofi e asparagi, oltre a cibi ricchi di polifenoli e grassi insaturi.
Gli autori dello studio precisano che saranno necessari ulteriori studi clinici per verificare se gli stessi effetti osservati nei topi possano essere confermati anche nell’uomo. Se i risultati verranno replicati, la ricerca potrebbe aprire la strada a nuove strategie di prevenzione e supporto nel trattamento dell’obesità e delle malattie metaboliche correlate.