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Doveva rappresentare una svolta storica per l’accesso alla facoltà di Medicina, superando il tradizionale numero chiuso e ampliando le opportunità per gli studenti. Il nuovo meccanismo basato sul cosiddetto semestre filtro, però, rischia di produrre l’effetto opposto. A poche ore dalla pubblicazione della graduatoria nazionale, prevista per l’8 gennaio, cresce il timore che l’elenco degli ammessi sia già compromesso da criticità strutturali e da decisioni correttive adottate in corsa.
Secondo i dati emersi al termine delle prove, solo una quota ridotta degli iscritti (circa un decimo) è riuscita a superare tutti e tre gli esami previsti di Chimica, Fisica e Biologia. Un risultato che, anziché riflettere una selezione basata sul merito, sembra raccontare un sistema che non ha garantito condizioni omogenee e tempi adeguati di preparazione.
Un semestre che ha lasciato molti esclusi
Il cuore del nuovo modello era l’idea di una valutazione distribuita nel tempo, attraverso un semestre dedicato allo studio e alle verifiche. Nella pratica, però, questo periodo si è rivelato molto più breve del previsto: poco più di un mese e mezzo, spesso con modalità didattiche differenti da ateneo ad ateneo. In alcuni casi le lezioni non si sono svolte regolarmente in presenza, rendendo diseguale l’accesso alle stesse opportunità formative.
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A incidere sui risultati, secondo diverse segnalazioni, sarebbe stato anche il livello di difficoltà delle prove scritte svolte il 20 novembre e il 10 dicembre 2025, giudicato da molti studenti anomalo rispetto ai programmi comunicati. Una combinazione di fattori che ha alimentato la percezione di un percorso non uniforme, con effetti immediati sugli esiti degli esami.
Le criticità segnalate durante le prove
Oltre alla questione dei tempi, sono state segnalate irregolarità organizzative durante le sessioni d’esame. Tra i problemi emersi figurano presunte violazioni dell’anonimato, quesiti ritenuti ambigui o errati e, in alcuni casi, indiscrezioni circolate prima delle prove. Elementi che, se confermati, potrebbero minare alla base la validità di una graduatoria nazionale che dovrebbe fondarsi su criteri chiari e uguali per tutti.
È in questo contesto che il network legale Consulcesi & Partners ha annunciato di essere pronto ad agire a tutela degli studenti che si riterranno penalizzati dal nuovo sistema.
Il correttivo del Ministero e le nuove complicazioni
Nel tentativo di contenere gli effetti più critici del semestre filtro, il Ministero dell’Università e della Ricerca è intervenuto con il decreto ministeriale 1115 del 22 dicembre 2025. Il provvedimento ha ampliato il numero degli idonei, portandolo a 22.500 candidati a fronte di 17.278 posti disponibili, includendo anche chi ha superato almeno uno dei tre esami obbligatori.
L’ammissione definitiva di questi studenti, tuttavia, è subordinata al recupero delle prove mancanti attraverso appelli straordinari organizzati dalle università. Una soluzione tampone che rischia di creare ulteriori difficoltà logistiche: aule occupate, docenti impegnati in sessioni extra e un inevitabile rallentamento dell’avvio regolare delle lezioni del semestre.
Secondo i legali, questo intervento non risolve le irregolarità originarie ma introduce nuove disparità, frammentando ulteriormente il percorso accademico degli studenti coinvolti.
Le parole dei legali: “Un sistema non uguale per tutti”
A spiegare la posizione del pool legale è l’avvocato Marco Tortorella, che segue i ricorsi per Consulcesi & Partners. “Ci troviamo davanti a un paradosso – sottolinea -: un accesso pensato per essere più aperto che finisce per risultare ancora più selettivo. Il semestre filtro non è stato uguale per tutti, sia per durata sia per modalità di svolgimento, e durante le prove si sono verificate criticità che meritano un approfondimento”.
Secondo Tortorella, la graduatoria in uscita sarebbe costruita su regole modificate in corsa, senza aver garantito a tutti i candidati le stesse condizioni di partenza. “In situazioni come questa – aggiunge – chi resterà escluso ha elementi concreti per valutare un’azione davanti ai giudici amministrativi”.
Un contenzioso che potrebbe allargarsi
Consulcesi & Partners non è nuova a vertenze di questo tipo. Negli anni, il network legale ha seguito numerosi casi legati ai test di accesso a Medicina, ottenendo in passato riammissioni in sovrannumero per studenti esclusi da graduatorie ritenute viziate. Esperienze che, secondo i legali, rafforzano la posizione dei ricorrenti anche in questa fase.
Il timore è che il nuovo modello, presentato come superamento del numero chiuso, finisca per riprodurne gli effetti: migliaia di studenti in bilico, un avvio dell’anno accademico segnato dall’incertezza e un contenzioso destinato ad ampliarsi subito dopo la pubblicazione della graduatoria.
Uno scenario ancora aperto
Con l’uscita imminente dell’elenco nazionale degli ammessi, l’attenzione resta alta. Da un lato c’è l’esigenza di garantire trasparenza e meritocrazia nell’accesso a una facoltà centrale per il futuro del sistema sanitario; dall’altro, la necessità di evitare che scelte organizzative frettolose producano disuguaglianze difficili da sanare.
Il pool legale di Consulcesi & Partners ha già annunciato di essere al lavoro sui ricorsi, offrendo supporto agli studenti che si sentiranno penalizzati da un procedimento considerato irregolare. Per molti di loro, la partita non si chiuderà con la graduatoria dell’8 gennaio, ma potrebbe proseguire nelle aule dei tribunali amministrativi. Per informazioni e adesioni è possibile consultare il sito web www.numerochiuso.info
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