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È il giorno atteso da migliaia di studenti. Oggi pomeriggio sarà pubblicata la graduatoria nazionale per l’accesso a Medicina, al termine del nuovo percorso basato sul semestre filtro e dopo la conclusione del secondo appello. Un passaggio decisivo per oltre 25mila candidati che, nei mesi scorsi, hanno affrontato esami, recuperi e cambi di regole in corsa, in un sistema che ha segnato il debutto della riforma dell’accesso alla facoltà.
Alle ore 16, attraverso la piattaforma Universitaly, ogni studente potrà conoscere il proprio punteggio complessivo e verificare l’eventuale assegnazione della sede per il secondo semestre. Un momento che arriva dopo settimane di attesa, polemiche e correttivi normativi introdotti per gestire le criticità emerse nella prima applicazione del nuovo modello.
Per visualizzare i risultati è necessario accedere all’area riservata del portale Universitaly, entrando nella sezione “Semestre aperto” presente in homepage. L’accesso avviene utilizzando le stesse credenziali impiegate per l’iscrizione al semestre filtro: SPID, CIE oppure l’account personale creato in precedenza sul sito.
All’interno della propria area personale, gli studenti troveranno:
La consultazione online rappresenta il primo passaggio formale di un iter che proseguirà nei prossimi giorni con immatricolazioni, scorrimenti e graduatorie definitive.
I criteri per la formazione della graduatoria nazionale e per lo svolgimento delle prove di recupero dei Crediti formativi universitari (CFU) sono stati fissati dal Decreto Ministeriale n. 1115 del 22 dicembre 2025. Il provvedimento, approvato dal Ministero dell’Università e della Ricerca su impulso della ministra Anna Maria Bernini, ha introdotto una serie di correttivi rispetto alla procedura iniziale.
L’obiettivo dichiarato era quello di ampliare la platea degli idonei e rendere più flessibile l’accesso, includendo anche chi non aveva superato tutti gli esami nei tempi previsti. Un intervento che ha modificato il perimetro della selezione proprio a ridosso della graduatoria, incidendo sull’assetto complessivo del sistema.
La graduatoria nazionale non è unica e lineare, ma articolata in nove fasce, che tengono conto delle diverse situazioni maturate dagli studenti durante il semestre filtro e i due appelli d’esame.
Gli studenti dalla seconda alla quarta fascia hanno potuto ripristinare, entro il 27 dicembre, i voti precedentemente rifiutati per accedere alla graduatoria nazionale.
Dalla quinta fascia in poi rientrano gli studenti inseriti con riserva, che hanno accumulato uno, due o tre debiti formativi in base al numero di esami non superati. Una volta assegnata la sede, sarà l’ateneo di destinazione a organizzare gli esami di recupero per colmare i CFU mancanti.
Le prove di “riparazione” si svolgeranno sui contenuti dei Syllabus ministeriali e dovranno concludersi in tempo utile per consentire l’immatricolazione al secondo semestre. Le singole università stabiliranno date e modalità degli appelli, con un impatto organizzativo rilevante su aule e docenti.
Il punteggio utile per la graduatoria viene calcolato solo sui voti pari o superiori a 18. I risultati insufficienti non contribuiscono al punteggio complessivo. In via transitoria, limitatamente all’anno accademico 2025/2026, le università possono prevedere – su richiesta dello studente – che i voti del semestre filtro non concorrano alla media finale, riconoscendo la particolarità di questa prima applicazione della riforma.
Al punteggio ottenuto dagli esami si aggiunge un bonus di base legato alla fascia di appartenenza:
Dopo la pubblicazione di oggi, il calendario prosegue con tappe serrate:
I dati comunicati lo scorso 23 dicembre fotografano una platea ampia. Sono 22.500 gli studenti risultati idonei, ovvero con almeno un esame superato nei due appelli, a fronte di 17.278 posti disponibili. Un divario di oltre 5mila unità.
Nel dettaglio:
Numeri che spiegano perché la pubblicazione della graduatoria nazionale rappresenti oggi uno snodo cruciale, destinato a influenzare non solo il percorso degli studenti, ma anche l’organizzazione dell’intero anno accademico.
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