Influenza in calo dopo Natale, ma la discesa potrebbe essere solo temporanea

Influenza in calo nelle Marche dopo Natale, ma il dato potrebbe dipendere dalle feste. Attesa una possibile risalita dei casi dopo l'Epifania.
Donna con mascherina osserva una rappresentazione del virus dell’influenza, simbolo della variante K

Durante le festività natalizie molte famiglie hanno tirato un piccolo sospiro di sollievo: i numeri dell’influenza sembrano rallentare. Ma dietro questo apparente calo potrebbe nascondersi un semplice effetto delle chiusure scolastiche e delle feste, più che una reale fine dell’ondata stagionale. I dati ufficiali mostrano segnali incoraggianti, ma gli esperti invitano alla prudenza, perché con il ritorno alla normalità dopo l’Epifania la circolazione del virus potrebbe riprendere forza.

I dati più recenti nelle Marche

Secondo il sistema di sorveglianza Influnet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, nell’ultima settimana dell’anno l’incidenza dell’influenza nelle Marche è scesa a 17 casi ogni mille abitanti. In termini assoluti, si stima che tra Natale e Capodanno oltre 23 mila persone abbiano manifestato sintomi influenzali nella regione.
Si tratta di un dato in diminuzione rispetto alla settimana precedente alle feste, quando si era toccato il picco stagionale con circa 23 casi ogni mille assistiti. Nonostante la discesa, l’incidenza regionale resta superiore alla media nazionale, ferma a 14,5 casi ogni mille abitanti. Un segnale che suggerisce come la diffusione del virus non sia ancora del tutto sotto controllo.

Un calo legato alle festività

Il rallentamento registrato potrebbe non indicare una vera inversione di tendenza. Durante il periodo festivo, infatti, molte attività rallentano: scuole chiuse, meno contatti quotidiani e, soprattutto, una minore attività di segnalazione da parte dei medici di medicina generale che partecipano al sistema di sorveglianza.
Questo significa che parte del calo potrebbe essere “tecnico” più che reale. Con la ripresa delle lezioni e delle attività lavorative dopo l’Epifania, gli epidemiologi non escludono una nuova crescita dei casi. È uno scenario già osservato in passato, quando le riaperture hanno favorito un aumento dei contagi influenzali nel giro di poche settimane.

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Il virus più diffuso e i sintomi più comuni

In questa stagione il ceppo maggiormente circolante è il virus influenzale A/H3N2, noto anche come variante K. I sintomi restano quelli tipici dell’influenza: febbre improvvisa, dolori muscolari e articolari, mal di testa, stanchezza intensa, tosse secca e mal di gola.
Per la maggior parte delle persone si tratta di un disturbo temporaneo che si risolve in alcuni giorni, ma può risultare particolarmente debilitante, soprattutto quando costringe a fermarsi dal lavoro o dalla scuola. È proprio l’impatto sulla vita quotidiana a rendere l’influenza un tema di interesse costante ogni inverno.

Bambini piccoli tra i più colpiti

La fascia d’età più interessata continua a essere quella dei bambini da 0 a 4 anni. Nell’ultima rilevazione si registrano circa 30 casi ogni mille assistiti, in calo rispetto ai 39 casi della settimana precedente.
Questo dato conferma come i più piccoli siano spesso i primi a contrarre e diffondere i virus stagionali, anche a causa della frequentazione di ambienti collettivi come asili e scuole dell’infanzia. Il calo osservato durante le feste potrebbe quindi essere fortemente legato alla sospensione delle attività scolastiche, più che a una riduzione stabile della circolazione virale.

Meno accessi ai pronto soccorso

Un segnale positivo arriva anche dagli ospedali. Nell’ultima settimana monitorata si contano circa 19.600 accessi ai pronto soccorso in tutta Italia legati a sindromi influenzali, circa 3 mila in meno rispetto alla settimana precedente.
In questo caso, la fascia più coinvolta è quella degli over 60, spesso più fragile e con condizioni di salute che possono complicarsi in presenza dell’influenza. Il calo degli accessi potrebbe indicare una fase di alleggerimento della pressione sui servizi di emergenza, ma anche qui gli operatori sanitari invitano alla cautela, perché una nuova risalita dei casi potrebbe riflettersi rapidamente sugli ospedali.

Cosa aspettarsi dopo l’Epifania

Con la fine delle festività e il ritorno alla routine quotidiana, il quadro potrebbe cambiare. La storia delle stagioni influenzali insegna che gennaio è spesso un mese critico, soprattutto quando il virus trova nuove occasioni di diffusione.
Monitorare i sintomi, evitare comportamenti che favoriscono il contagio e prestare attenzione alle persone più fragili restano atteggiamenti fondamentali. Il vaccino antinfluenzale, ricordano le autorità sanitarie, rappresenta uno strumento utile per ridurre il rischio di complicazioni, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.

Ascoltare i segnali del corpo

Il calo osservato nelle ultime settimane è una notizia incoraggiante, ma non definitiva. L’influenza segue spesso andamenti irregolari e legati ai comportamenti sociali. Prestare attenzione ai segnali del corpo, prendersi il tempo per recuperare e seguire le indicazioni delle istituzioni sanitarie può fare la differenza, soprattutto nei mesi più freddi dell’anno.


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