Caldo e blackout, allarme salute: senza energia a rischio anziani e malati fragili

Il caldo estremo unito alla crisi energetica mette a rischio i più fragili. L'allarme di Fabrizio Pregliasco: senza energia aumentano emergenze e complicazioni sanitarie.
Ospedale Gemelli

Il caldo estremo non è più solo un’emergenza climatica, ma un problema sanitario destinato ad aggravarsi con le fragilità del sistema energetico. Quando l’energia manca – o diventa instabile – a rischio non è il comfort, ma la salute di milioni di persone.

A lanciare l’allarme è Fabrizio Pregliasco, docente all’Università degli Studi di Milano, che evidenzia come l’accesso all’energia sia ormai un determinante di salute pubblica. Senza sistemi di raffreddamento adeguati, le ondate di calore possono trasformarsi rapidamente in emergenze mediche, soprattutto per le categorie più vulnerabili.

Il rischio invisibile: quando manca l’energia

Durante i picchi di calore, anziani, malati cronici, disabili e bambini diventano i più esposti. In assenza di aria condizionata o ventilazione adeguata, il corpo fatica a regolare la temperatura, aumentando il rischio di disidratazione, sincope e colpi di calore. Ma il pericolo più insidioso è il peggioramento di patologie già esistenti: scompensi cardiaci, crisi respiratorie, alterazioni della glicemia e insufficienza renale.

Non è solo il caldo a preoccupare, ma ciò che può accadere quando l’energia viene a mancare. Blackout o razionamenti, sempre più plausibili nei periodi di forte domanda, possono colpire direttamente chi vive grazie a dispositivi medici domiciliari: ventilatori, concentratori di ossigeno, pompe infusionali. In questi casi, anche un’interruzione temporanea può avere conseguenze critiche.

La pressione si riflette inevitabilmente sul sistema sanitario. Più emergenze, meno capacità di risposta: è questo lo scenario delineato dagli esperti. Gli ospedali possono contare su generatori, ma questi garantiscono solo le funzioni essenziali e non sono progettati per sostenere a lungo l’intero sistema. Diagnostica, sterilizzazione e conservazione dei farmaci diventano vulnerabili in caso di interruzioni prolungate.

Ancora più delicata è la situazione nelle residenze per anziani, dove la combinazione tra caldo e fragilità clinica può innescare un rapido deterioramento: delirium, cadute, infezioni e scompensi acuti, con un aumento dei trasferimenti in pronto soccorso.

In questo contesto, il caldo estremo diventa un moltiplicatore di rischio. E la disponibilità di energia, spesso data per scontata, si rivela un elemento cruciale per la sopravvivenza dei più fragili. La sfida non è solo climatica, ma strutturale: garantire continuità energetica significa, oggi, proteggere la salute pubblica.

In copertina: immagine di archivio

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