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Le politiche vaccinali globali entrano in una nuova fase. Dalla recente riunione del gruppo di esperti SAGE dell’Organizzazione Mondiale della Sanità emergono indicazioni aggiornate che puntano su richiami anti-Covid più frequenti per le categorie vulnerabili e su strategie mirate contro tifo e poliomielite.
Il quadro delineato riflette un contesto sanitario in evoluzione, segnato da risorse limitate, maggiore complessità organizzativa e crescente disinformazione. Elementi che, secondo gli esperti, rendono necessario ridefinire le priorità per massimizzare l’impatto dei programmi vaccinali.
Nonostante la riduzione dei casi gravi rispetto alle fasi acute della pandemia, il Covid-19 continua a rappresentare un rischio significativo per alcune fasce della popolazione. Per questo, il SAGE raccomanda due dosi di vaccino all’anno – a distanza di circa sei mesi – per i gruppi più esposti: anziani fragili, persone con patologie rilevanti, immunocompromessi e ospiti di strutture assistenziali.
Per altri gruppi, come operatori sanitari o adulti con fattori di rischio, i richiami potranno essere adattati in base al contesto locale. Particolare attenzione viene riservata anche alle donne in gravidanza, per le quali è consigliata una dose durante ogni gestazione, con l’obiettivo di proteggere sia la madre sia il neonato.
Tra le novità più rilevanti figura la raccomandazione di introdurre il vaccino coniugato contro il tifo nei contesti ad alta incidenza. La malattia, che provoca milioni di casi ogni anno a livello globale, colpisce soprattutto i bambini in età scolare.
Gli esperti suggeriscono anche la possibilità di una dose di richiamo nei contesti più critici, dove la protezione vaccinale tende a ridursi nel tempo e dove la resistenza agli antibiotici rappresenta un problema crescente.
Sul fronte della poliomielite, resta alta l’attenzione per la circolazione del virus in alcune aree del mondo, in particolare tra Asia e Africa. Tuttavia, nei Paesi con basso rischio di importazione, l’OMS apre alla possibilità di ridurre il numero di dosi di vaccino orale, mantenendo comunque livelli adeguati di protezione grazie a schemi combinati con vaccini inattivati.
Oltre agli aspetti tecnici, il report sottolinea due sfide cruciali per il futuro: la sostenibilità economica dei programmi e il contrasto alla disinformazione. La fiducia nei vaccini, erosa negli ultimi anni, viene indicata come un fattore determinante per il successo delle campagne.
In questo scenario, cresce il ruolo degli organismi nazionali di consulenza e delle strategie basate su evidenze scientifiche, chiamate a guidare scelte sempre più complesse. L’obiettivo, secondo l’OMS, è costruire sistemi vaccinali più resilienti, capaci di adattarsi a un mondo in rapido cambiamento.
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