Danni dopo il vaccino Covid: 200mila euro di indennizzo a un 60enne

Dopo anni tra ricoveri e battaglie legali, il Ministero della Salute riconosce il nesso e liquida un indennizzo una tantum.
Vaccino covid

Dopo anni di visite mediche, ricoveri e battaglie legali, arriva il riconoscimento ufficiale dello Stato: quasi 200mila euro di indennizzo per un uomo di 60 anni che ha riportato gravi conseguenze, ritenute correlate alla vaccinazione anti-Covid.

La vicenda risale al 2021, quando – secondo quanto ricostruito – l’uomo avrebbe iniziato ad accusare seri disturbi neurologici subito dopo la terza dose di vaccino. Le sue condizioni si sono rapidamente aggravate, rendendo necessari lunghi ricoveri ospedalieri e percorsi di riabilitazione. Oggi gli è stata riconosciuta un’invalidità permanente pari all’80%, con difficoltà motorie e problemi cognitivi che incidono pesantemente sulla vita quotidiana.

Nonostante le conseguenze subite, il protagonista della vicenda tiene a chiarire la propria posizione: “Non sono contrario ai vaccini. Credo nella medicina e nella prevenzione. È stata una sfortuna personale”.

Il percorso medico e legale

Dopo i primi ricoveri tra strutture del Bellunese e del Trentino, l’uomo ha avviato accertamenti clinici approfonditi. Le valutazioni delle commissioni mediche avrebbero confermato un nesso causale tra la somministrazione del vaccino e le complicanze neurologiche riportate.

Sulla base di questi esiti, è stato avviato un iter legale fondato sulle normative italiane che tutelano chi subisce danni irreversibili da trattamenti sanitari. In un primo momento era già stato riconosciuto un assegno periodico. Ora, con un ulteriore provvedimento, il Ministero della Salute ha stabilito un indennizzo aggiuntivo in un’unica soluzione, pari a circa 197mila euro.

Un caso raro

Secondo i dati disponibili, gli effetti avversi gravi legati ai vaccini anti-Covid restano eventi rari. Le statistiche parlano di una percentuale estremamente contenuta rispetto al numero complessivo di dosi somministrate. Proprio per questo, casi come quello del 60enne bellunese rappresentano eccezioni, pur previste e disciplinate dal sistema di indennizzo pubblico.

Tra riconoscimento e quotidianità difficile

Il risarcimento rappresenta un importante riconoscimento istituzionale, ma non cambia la realtà quotidiana dell’uomo, che convive con limitazioni permanenti. “Non tornerò come prima”, avrebbe spiegato, sottolineando però la professionalità del personale sanitario incontrato durante il lungo percorso di cura.

La vicenda riaccende il dibattito sul bilanciamento tra benefici collettivi delle campagne vaccinali e tutela dei singoli casi in cui si verificano effetti avversi, confermando l’importanza di strumenti di compensazione previsti dalla legge.

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