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AVELLINO – Una battaglia lunga quindici anni, combattuta tra le corsie degli ospedali di periferia e i servizi territoriali più complessi, potrebbe essere finalmente arrivata a un punto di svolta. Il NurSind Avellino ha lanciato un ultimatum chiaro alla Direzione Generale dell’ASL di Avellino: è tempo di stabilizzare il personale infermieristico e gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) dell’Ospedale di Comunità di Bisaccia e di altre strutture chiave della provincia.
Non si tratta di una richiesta isolata, ma di una vertenza che affonda le radici in oltre un decennio di servizio garantito da lavoratori impiegati in regime di appalto ed esternalizzazione, che per anni hanno sostenuto la sanità irpina senza mai ottenere una prospettiva di stabilità contrattuale.
La storia di questi professionisti è quella di chi ha garantito la continuità assistenziale nei presidi più strategici e difficili dell’Irpinia. Dalla RSA di Nusco alla Casa Circondariale di Ariano Irpino, passando per i pronto soccorso e l’Ospedale di Comunità di Bisaccia, infermieri e OSS hanno operato gomito a gomito con i dipendenti diretti dell’ASL, condividendo rischi, carichi di lavoro estenuanti e l’immane peso dell’emergenza pandemica da COVID-19.
“Questi professionisti non sono fantasmi, ma persone che hanno garantito la funzionalità dei servizi pubblici per anni”, ha sottolineato Romina Iannuzzi, segretario territoriale del NurSind Avellino. La disparità di trattamento, diventata ormai strutturale, vede lavoratori con 15 anni di esperienza continuativa ancora confinati in regimi di appalto, privi delle tutele e della dignità professionale che spetterebbe a chi è diventato un pilastro del sistema sanitario locale.
A cambiare le carte in tavola è intervenuta la recente circolare della Giunta Regionale della Campania, datata 29 gennaio 2026. Il provvedimento recepisce le novità della Legge di Bilancio 2026, estendendo al 31 dicembre 2026 i termini per maturare i requisiti di stabilizzazione e, soprattutto, aprendo le porte al personale sanitario operante nei servizi esternalizzati.
Secondo il NurSind, questo nuovo quadro normativo elimina ogni “alibi” interpretativo del passato. La legge ora consente esplicitamente di valorizzare l’esperienza acquisita sul campo, permettendo all’ASL Avellino, guidata dalla Dott.ssa Maria Concetta Conte, di attivare procedure di stabilizzazione o concorsi con riserva di posti. Per il sindacato, non è più solo una questione burocratica, ma una scelta organizzativa e morale non più rinviabile.
Il sindacato ha formalmente richiesto un incontro urgente alla Direzione Generale per definire atti concreti. L’obiettivo è sanare una ferita aperta nel tessuto sanitario irpino, dove la “resilienza” dei lavoratori è stata portata al limite. Il NurSind preme affinché l’azienda sanitaria utilizzi gli strumenti di autonomia organizzativa per includere finalmente chi ha prestato servizio in regime di appalto nei percorsi di assunzione a tempo indeterminato.
“Servono atti concreti e serve coraggio”, conclude il sindacato. La stabilizzazione di Bisaccia e dei servizi territoriali non è solo un atto di giustizia per infermieri e OSS, ma una garanzia di qualità per l’assistenza ai cittadini: personale stabilizzato significa cure più sicure e un sistema sanitario meno fragile.
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