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Un tentativo di attacco informatico ai danni del sistema che gestisce i test di Medicina e una seconda vicenda legata alla diffusione di notizie false. È su questi due filoni che si concentra l’indagine aperta dalla Procura di Bologna dopo una denuncia presentata dal Cineca, il consorzio che ha curato la gestione tecnica e informatica degli esami del cosiddetto “semestre filtro” per l’accesso alla facoltà di Medicina.
Secondo quanto emerso, nei giorni precedenti a uno degli appelli d’esame alcuni soggetti avrebbero cercato di ottenere in anticipo i quiz delle prove attraverso email fraudolente. Parallelamente, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche su presunte fake news diffuse online per alimentare dubbi sulla regolarità dei test e promuovere ricorsi a pagamento.
Il nuovo sistema di accesso a Medicina ha previsto, al termine del semestre aperto, tre esami obbligatori – Chimica, Fisica e Biologia – con due appelli nazionali. Le prove, svolte a novembre e dicembre, servivano a individuare gli studenti idonei a proseguire il percorso formativo. L’organizzazione è stata affidata al Cineca per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato dalla ministra Anna Maria Bernini.
La gestione centralizzata, con sistemi digitali e procedure di sicurezza, era pensata proprio per garantire uniformità e correttezza. Proprio questi sistemi, però, sarebbero finiti nel mirino di chi ha tentato di aggirare le regole.
Il primo filone dell’inchiesta riguarda un tentativo di phishing avvenuto nei giorni immediatamente precedenti al secondo appello. Tra il 7 e il 9 dicembre, alcuni tecnici del Cineca coinvolti nella preparazione delle prove avrebbero ricevuto email provenienti da indirizzi che imitavano quelli ufficiali del consorzio.
Nei messaggi veniva richiesto l’invio delle domande d’esame, in particolare quelle della prova di Fisica. Le richieste apparivano come comunicazioni interne, indirizzate ad altri uffici del Cineca, con l’obiettivo di indurre i destinatari a condividere materiali riservati. In un secondo momento sarebbero arrivate anche email apparentemente riconducibili a una dirigente del ministero, sempre con la stessa richiesta.
Il tentativo, però, non è andato a buon fine. I tecnici non hanno inviato i quiz e hanno segnalato subito l’accaduto ai vertici del consorzio e alla polizia postale. Seguendo le indicazioni degli investigatori, hanno risposto ai messaggi in modo controllato, inserendo link utili a tracciare i mittenti e raccogliere elementi per l’indagine.
L’episodio ha portato alla presentazione di una denuncia formale e all’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Bologna, che ha affidato gli accertamenti alla polizia postale per risalire agli autori del tentativo di truffa telematica.
Accanto all’attacco informatico, un secondo filone riguarda la diffusione di notizie false o allarmistiche sulla regolarità delle prove. Secondo la segnalazione del Cineca, alcuni studi legali avrebbero pubblicato sui social screenshot di presunte domande d’esame già circolanti prima della prova. In realtà, quei quesiti non coincidevano con quelli ufficiali.
L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di alimentare il sospetto di irregolarità e spingere gli studenti a presentare ricorsi, spesso accompagnati da veri e propri listini prezzi. Anche su questo aspetto la Procura dovrà verificare se vi siano profili di rilevanza penale.
Le indagini sono ancora in corso e, al momento, non risultano persone indagate. La vicenda però riaccende l’attenzione su un tema sensibile: la sicurezza dei test di accesso universitari e il clima di tensione che spesso li accompagna. Tra aspettative altissime, numeri chiusi e riforme recenti, l’accesso a Medicina resta uno degli snodi più delicati del sistema universitario italiano.
Le istituzioni, dal ministero al Cineca, ribadiscono la tenuta delle procedure e la correttezza delle prove svolte. Spetterà ora agli investigatori chiarire chi abbia tentato di violare il sistema e se la diffusione di notizie false abbia superato il confine della legittima critica.
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