Nutrizione artificiale: Esplorando le distinzioni tra nutrizione parenterale e nutrizione enterale

di Redazione

La nutrizione artificiale comprende due modalità principali: la nutrizione enterale e la nutrizione parenterale. Entrambe queste modalità sono utilizzate quando una persona non può assumere adeguatamente cibi e bevande per via orale, sia in modo autonomo che assistito. La nutrizione artificiale fornisce i nutrienti necessari attraverso metodi alternativi per soddisfare le esigenze nutrizionali del paziente. Questo articolo esplorerà le differenze tra la nutrizione parenterale e quella enterale, illustrando le loro caratteristiche, le indicazioni e le considerazioni specifiche per ciascuna modalità.

La nutrizione artificiale, parliamo di Nutrizione Enterale

La nutrizione enterale consiste nell’apporto di sostanze nutritive attraverso la via digestiva. I nutrienti vengono somministrati utilizzando un sondino che può essere inserito attraverso il naso (sondino nasogastrico) o la bocca. A seconda del punto in cui il sondino raggiunge il tratto gastrointestinale, si parla di sondino nasogastrico se raggiunge lo stomaco o sondino nasodigiunale se arriva al digiuno, che è la parte dell’intestino tenue. In alcuni casi in cui l’introduzione del sondino attraverso il naso o la bocca non è possibile, si può effettuare una gastrostomia o una digiunostomia, che consistono nell’inserimento di una sonda percutanea direttamente nello stomaco o nel digiuno.

La nutrizione enterale segue il normale processo di digestione e assorbimento dei nutrienti nel tratto gastrointestinale. Gli alimenti o le formule nutrienti somministrati attraverso il sondino forniscono i nutrienti necessari per il paziente. Questa modalità di nutrizione si avvicina di più alla modalità di alimentazione naturale e può essere utilizzata quando il tratto digestivo del paziente è funzionante o parzialmente funzionante.

I presidi utilizzati spesso per l’alimentazione sono i sondini nasogastrici di piccolo calibro collocato nell’area post-pilorica o nella parte superiore dell’intestino tenue. (con diametro di 8,10 e 12 Fr). Per supportare una nutrizione a lungo termine, generalmente per più di sei-otto settimane, si utilizzano i dispositivi per gastrostomia e digiunostomia. Una gastrostomia endoscopica (PEG) o una digiunostomia endoscopica (PEJ) si realizza utilizzando un endoscopio per visualizzare l’interno dello stomaco e si inserisce il catetere. L’incisione chirurgica che viene fatta viene dopo stretta con una sutura intorno al sondino o al catetere.

Indicazioni per la nutrizione enterale

La nutrizione enterale è indicata in diversi scenari clinici, tra cui:

  • Pazienti con difficoltà a deglutire o masticare adeguatamente gli alimenti.
  • Pazienti con problemi di assorbimento dei nutrienti nell’intestino tenue.
  • Pazienti con patologie gastrointestinali che richiedono un riposo dell’apparato digerente.
  • Pazienti che necessitano di un supporto nutrizionale a lungo termine.

Considerazioni specifiche per la nutrizione enterale

La nutrizione enterale presenta diversi vantaggi. È considerata più fisiologica rispetto alla nutrizione parenterale, in quanto segue il normale processo digestivo e di assorbimento dei nutrienti nel tratto gastrointestinale. Inoltre, è meno invasiva e meno costosa rispetto alla nutrizione parenterale.

Tuttavia, ci sono alcune considerazioni specifiche da tenere presente nella nutrizione enterale. Alcune complicazioni possono verificarsi, come l’aspirazione polmonare, che si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago e nei polmoni, causando problemi respiratori. Altre complicazioni possono includere diarrea, occlusione intestinale o problemi di tolleranza ai nutrienti. È importante che il paziente venga monitorato attentamente durante la nutrizione enterale per prevenire e gestire eventuali complicazioni.

Nutrizione parenterale

La nutrizione parenterale, a differenza della nutrizione enterale, prevede l’infusione diretta di nutrienti nel sistema circolatorio, bypassando il tratto digestivo. Questa modalità viene utilizzata quando il tratto gastrointestinale non può essere utilizzato o non è in grado di digerire ed assorbire i nutrienti in modo adeguato.

Ci sono due tipi principali di nutrizione parenterale: la nutrizione parenterale periferica (PPN) e la nutrizione parenterale totale (TPN). Nella PPN, le soluzioni nutritive vengono infuse in una vena periferica, di solito del braccio, ed è indicata per alimentazioni di breve durata. La PPN può essere utilizzata quando il paziente ha bisogno di un apporto nutrizionale temporaneo o quando è necessario un supporto nutrizionale aggiuntivo.

La TPN, invece, richiede l’accesso a una vena centrale tramite un catetere venoso centrale (CVC). Il catetere venoso centrale viene inserito in una vena di grosso calibro come la succlavia, la giugulare interna o la femorale. La TPN è necessaria per alimentazioni a lungo termine o indeterminate, in cui il paziente dipende completamente dalla nutrizione parenterale per soddisfare le proprie esigenze nutrizionali.

Indicazioni per la nutrizione parenterale

La nutrizione parenterale è indicata in diversi contesti, tra cui:

  • Pazienti con malattie gastrointestinali gravi o ostruzioni che impediscono il normale transito degli alimenti.
  • Pazienti con insufficienza intestinale o malassorbimento grave dei nutrienti.
  • Pazienti che necessitano di un supporto nutrizionale a lungo termine o indeterminate.
  • Pazienti in condizioni critiche che richiedono un rapido reintegro di liquidi e nutrienti.

Considerazioni specifiche per la nutrizione parenterale

Tuttavia, ci sono alcune considerazioni specifiche da prendere in considerazione. La nutrizione parenterale richiede l’accesso a una vena centrale, che può comportare il rischio di infezioni del sito di inserimento del catetere. È fondamentale seguire protocolli rigorosi di igiene e monitorare attentamente il sito di inserimento per prevenire e gestire le infezioni. Inoltre, possono verificarsi complicazioni metaboliche, come squilibri elettrolitici o alterazioni del metabolismo dei nutrienti. È necessario un monitoraggio regolare per garantire una corretta gestione della nutrizione parenterale.

In conclusione, la nutrizione artificiale offre soluzioni indispensabili per garantire l’apporto nutrizionale adeguato a coloro che non possono assumere cibi e bevande per via orale. La nutrizione enterale e quella parenterale rappresentano modalità complementari e specifiche, ciascuna con vantaggi e considerazioni specifiche. L’obiettivo principale è fornire una nutrizione adeguata e sicura, migliorando la qualità della vita dei pazienti e sostenendo la loro guarigione e il loro benessere complessivo.

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